MARVEL IT TEAM UP
presenta
LA SAGA DELLA CORONA
Parte 6: WONDER MAN & LA DONNA RAGNO
di MICKEY
liberamente ispirato ai precedenti capitoli di FABIO VOLINO
e a un soggetto di ERIUGENA


New York. Greenwich Village.
Sanctum Sanctorum del Mago Supremo.
Una presenza imperscrutabile sta giocando con i quattro elementi e con quattro esemplari della Corona del Serpente, uno degli artefatti più pericolosi che la Terra abbia mai ospitato.
Il Dottor Strange e il suo allievo Rintrah stanno passando in rassegna una lista mentale di tutti coloro che potrebbero celarsi dietro la loro ricomparsa.
"Tutti i candidati più probabili sono morti o fuori gioco", dice l'ex Mago Supremo "non che questo voglia dire qualcosa nel nostro ambiente. Non possiamo escludere niente. Io punterei tutte le mie carte su Thulsa Doom, una carogna... in tutti i sensi... che potrebbe anche essere in grado di sfuggire ai nostri incantesimi di ricerca".
"Anche se fosse nel giusto, il fatto che il mandante sia protetto perfino dall'Occhio di Agamotto non ci aiuta a prevenirne le successive mosse".
"Vorrei poterti smentire. Dobbiamo raccogliere altri indizi, interrogare tutti coloro che sono venuti in contatto con le nuove Corone, prima che si manifesti la quarta ed ultima".
"Per esempio la Contessa De LaSpirosa" gli ricorda il minotauro.
"Giusto. Prova a contattarla"
"In forma astrale?"
"Ehm... Signori, se posso permettermi, a volte sono più efficienti i mezzi convenzionali" interviene il fido Wong, porgendo loro un cordless.
"Dottore, non mi sento a mio agio con quell'affare" confessa l'alieno.
Il dottor Strange alza un sopracciglio poi taglia corto dicendo: "Da' qua" prendendo in mano il telefono e portandolo all'orecchio senza digitare alcun numero.
In pochi istanti l'apparecchio dà il segnale libero, finché una voce risponde.
"Hotel Excelsior"
"Buonasera, sono il dottor Stephen Strange, potrebbe gentilmente mettermi in contatto con la stanza della Contessa De LaSpirosa?"
“Mi dispiace, sig. Strange, ma non rientra nella lista di persone che la nostra cliente ci ha autorizzato a passarle” risponde monocorde il centralinista dell'albergo di lusso.
“Mi passi la Contessa De LaSpirosa, per favore.” ordina con tono pacato il Dottore, recitando mentalmente un semplice incantesimo di persuasione.
"Oh, signore, mi duole ... ma non posso.” risponde il centralinista.
“Perché?” domanda senza pensarci Strange, stupito del fatto che il centralinista abbia resistito al suo incantesimo.
“La Contessa è stata ricoverata in ospedale, signore" risponde l'impiegato dell'albergo.
"Quale ospedale? E per quali cause, se posso chiedere?" domanda mellifluo Strange, rincuorato dal fatto che il suo incantesimo abbia funzionato perfettamente.
"Allo Stark Memorial. Un nostro cameriere l'ha trovata svenuta nella sua suite. Non sappiamo cosa sia successo. Ho sentito tuttavia dire ai medici che l'hanno trasportata all'ambulanza che era addirittura in coma!".
"Grazie delle informazioni e buon lavoro". Saluta Strange appoggiando l'apparecchio telefonico su di un tavolo poco distante da lui.
"Cos'ha scoperto, maestro? Ti ha già detto tutto?" domanda Rintrah.
"Poco, a dir il vero. La Contessa pare essere in coma. La circostanza non mi sembra essere una coincidenza, dobbiamo investigare!” decide risoluto il Dottor Strange che, proiettando il proprio corpo astrale si allontana dicendo: “Io vado al Memorial Hospital, tu continua a raccogliere indizi..." prima di fermarsi in volo un attimo e prontamente correggersi: "... sempre che tu sia d'accordo, Mago Supremo."
"Certo" annuisce Rintrah, l'ex discepolo sorride tra sé. "Le vecchie abitudini sono dure a morire” pensa.

New York.
Sui tetti di Manhattan.
La Donna Ragno dovrebbe essere stremata, ma così non è. Appena uscita - letteralmente - da due giorni di incubazione dal suo bozzolo che l'ha trasformata da quel niente di Jessica a quello che è ora. Si sente bene, si sente forte, piena di potere, si sente libera.  Solo una cosa la infastidisce. All'inizio era solo una sensazione, come delle parole sussurrate da lontano. Un fastidio, piccolo, ma continuo, tanto continuo che, per farlo smettere ha lasciato Madripoor, così piena di luci e divertimenti. Ma quando ha lasciato la città il fastidio ha smesso e quella meravigliosa sensazione di libertà e potere ha nuovamente inebriato la Donna Ragno. Ma è durato poco. Improvvisamente, senza nessun segno premonitore, il fastidio è ritornato. Non era più un piccolo fastidio, non erano più delle parole sussurrate al vento, ma qualcosa di più pressante, più intenso, più specifico. E per allontanare il fastidio si era messa in viaggio fino alla costa est degli Stati Uniti d'America. E nuovamente il fastidio si era ripresentato. E la sensazione si era fatta più chiara e precisa. Ora, nonostante sia madida di sudore, non avverte minimamente la fatica o il precedente disagio, perché finalmente la voce è distinta, perché sa come porre fine al Fastidio, perché è animata da un furore quasi soprannaturale, ed accecata da una voce che le risuona  chiara tra le orecchie.
Uccidi Charles Magnus Williams.

Olympia.
La città degli Eterni si gode il suo periodo di pace, dopo le numerose travagliate lotte. Gli Eterni sono una razza antica, fratelli dell'uomo, più potenti grazie all'intervento dei Celestiali. Per una volta la guerra è stata civile, tra gli Eterni greci e gli Eterni sumeri. Il sorprendente risultato di una drammatica sequela di eventi è stata una nuova, salda tregua con i Devianti, nemesi degli Eterni. La pace sembra duratura, alcuni esponenti dei Devianti, addirittura, risiedono in città, a testimonianza del buon clima tra le due specie.[1]
La pace annoia Sprite, l'Eterno millenario imprigionato nel corpo di un bambino. Per loro natura, infatti, i bambini aborriscono la noia e, non a caso, Sprite in questo momento è impegnato a giocare tra i parchi della cittadella.
"Sprite", lo chiama una voce.
"Chi parla?"
"Sono un amico. Io posso darti quello che brami da secoli: il posto che meriti nel consesso degli Eterni. Finalmente non ti tratteranno più da bambino, ma come l'adulto che sei oltre il tuo aspetto, e ti rispetteranno".
"Cosa? Ma come...?" scuote la testa, mentre cerca di risalire alla fonte della voce. Con non troppa difficoltà l'Eterno si accorge che la voce proviene dalle fronde di un cespuglio poco distante.
"Indossami … “ sussurra melliflua la voce “e, d'ora in poi, tutti gli Eterni ti prenderanno sul serio".
Il giovane Eterno nota una corona, del colore delle foglie che la accolgono.
La titubanza dura qualche secondo, dopodiché si china e la raccoglie.

In un'altra dimensione.
"Bravo, Sprite, così. Quale dolce ironia che sia un Eterno ad aiutare a completare i miei piani".
"Che cos'hai in mente?" gli domanda Stephanie De La Spirosa, con un tono accusatorio.
"Ho fin troppe cose in mente, non mi aspetto che una semplice umana possa
comprendere. Dovevo mettere i bastoni tra le ruote a Omm e portare dalla mia parte una sua creatura. Devo vendicarmi di Simon Williams. Devo spodestare Thulsa Doom dal ruolo che mi spetta di diritto. Tutto questo, ed altro, per fare un'ottima impressione sul mio signore Set e farlo tornare padrone del mondo... ma tu non capisci di cosa parlo, vero?"
"No... vorrei solo tornare sulla Terra"
"Per ora non credo ti sia concesso, mia cara, ma puoi osservarla da qui. Non è una vista magnifica? Un intero mondo che si dispiega sotto i nostri occhi, quel brulicare di piccoli stupidi umani... ma manca poco al momento in cui calpesterò il nostro pianeta in pompa magna!"

Williams Innovations.
Simon Williams è sereno quando è al lavoro. E' abituato all'adrenalina di stare sotto le telecamere, o nel mezzo di un corpo a corpo, ma proprio per questo apprezza la bellissima normalità del dirigere un'azienda. Oggi lo è a maggior ragione, perché nei (rari) tempi morti tra una videoconferenza e una riunione, può andare a coccolare suo figlio, nel nido aziendale, dal momento che sua moglie è impegnata con gli altri Vendicatori in un noiosissimo incontro diplomatico.
Eppure l'esperienza dovrebbe avergli insegnato che ai supereroi sono concessi ben pochi frangenti di tregua, e a ricordarglielo ci pensano prima il rumore assordante di un allarme, e poi urla e pianti di bambini.
Non si accorge neppure di essersi già scapicollato fuori dal suo ufficio. Il nido è in fondo al corridoio, che ora gli pare lungo chilometri. L'istinto paterno lo guida e lo fa correre.
"Signore, un attacco!" gli conferma un addetto alla sicurezza, raggiungendolo sulla soglia ancora chiusa con una pistola in mano. Wonder Man lo sente, senza ascoltarlo davvero. E' una sagoma di energia ionica quando sfonda la porta e gli viene un groppo in gola.
I figli dei suoi dipendenti piangono in preda al terrore.
E una donna dalla lunga chioma scura è chinata proprio su suo figlio.
Come un toro in una corrida, l'Uomo Meraviglia carica e investe l'intrusa in pieno, con il suo corpo.
 "Non. Azzardarti. A. Toccarlo." scandisce il Vendicatore, mentre fa segno ai bambini di ripararsi alle sue spalle e guadagnare l'uscita.
"Devo uccidere Charles Magnus Williams" biascica la Donna Ragno, mentre si rialza. Le sue parole hanno l'effetto di far ribollire ulteriormente il sangue nelle vene di Simon e di far piangere in maniera più insostenibile il piccolo Charles, che sembra paralizzato dal terrore.
In un impeto di incoscienza, il capo della sicurezza si fa strada nel nido, ad armi spianate.
Punta la sua pistola contro Jessica, ma esita a sparare: sono tutti troppo vicini.
e si lancia per coprire col proprio corpo il figlio del suo datore di lavoro.
Può forse sparare, rischiando di colpire il suo datore di lavoro e il sangue del suo sangue?

Howard Stark Memorial Hospital
A Stephen Strange fa sempre uno strano effetto avere a che fare con l'ambiente ospedaliero. Un effetto straniante, per la precisione: gli ricorda la sua vecchia vita da comune chirurgo, una vita che gli sembra appartenga a un altro uomo o, forse, a un'altra esistenza precedente.
Non ha problemi a raggiungere la stanza della Contessa, l'incantesimo di ricerca che ha evocato lo guida senza difficoltà nei dedali del grande ospedale.
Agli occhi di un esperto mago occorre un solo sguardo per capire che la Contessa non giace in coma. L'assenza dell'anima infatti è un elemento visibile e macroscopico anche per un novizio della magia. Meno facile, se non addirittura arduo, invece è il compito di decifrare le tracce della magia che hanno permesso di slegare l'anima dal corpo. Tuttavia il Dottor Strange è un mago esperto, ed un fine conoscitore dell'occulto. Gli indizi sono pochi ma finalmente un quadro più chiaro della vicenda si delinea nella mente del mago:
"Devo giocare le stesse carte del nostro avversario, usare la stessa antica magia elementale. Avrei bisogno di quattro eroi a incarnare l'Aria, l'Acqua, la Terra e il Fuoco" si dice risoluto, quando il suo settimo senso avverte una particolare vibrazione.
Il nemico è in città.

Williams Innovations.
"Quando servono, i Vendicatori non ci sono mai", è un luogo comune a cui, con ingratitudine, i newyorchesi si lasciano spesso andare. Non ha tutti i torti a ripeterlo anche la guardia giurata dell'azienda, dopo aver chiamato il loro Quartier Generale per comunicare che l'ufficio del suo capo, e loro membro, era stato attaccato da una metaumana.
Jarvis aveva risposto che in sede era di passaggio solo Sersi, per puro caso.
"Meglio di niente", aveva detto, e aveva pensato "Almeno mi sciacquerò gli occhi".
Nella sua meschinità, che lo porta a fare certi pensieri, prova un misto di invidia e compatimento per il suo superiore che è entrato in quella stanza, lanciandosi in una mischia per cui nessun umano comune è preparato.
E quando sente prima uno sparo, poi un urlo della voce del collega, gli viene la pelle d'oca all'idea di essere stato realista.

Il capo della sicurezza ha sparato un colpo d'avvertimento per aria. Ha avuto l'effetto di attirare l'attenzione, fin troppo. Un balzo più tardi e l'uomo si sta contorcendo, sotto l'effetto di una scarica bioelettrica della Donna Ragno.
Wonder Man coglie la palla al balzo per infierire contro l'assalitrice, pur avendo un piccolo margine di manovra.
Jessica viene scaraventata contro il muro, procurando una lunga crepa. Simon approfitta dello stordimento per fare un balzo in avanti, afferrare per la collottola suo figlio e il suo dipendente, e sfrecciare verso l'uscita dell'ufficio.
"Portateli allo Stark Memorial!", sentenzia al pavido membro della sicurezza, che in tutta risposta balbetta un sì.
Per un attimo Simon riprende fattezze umane, per accarezzare e baciare lo spaventatissimo Charles.
"Papà torna subito".
Crepitante di rabbia e di energia, Simon torna sui propri passi, incrociando la Donna Ragno che, non senza difficoltà, sta avanzando in loro direzione.
"E ora scoprirai cosa succede quando mi toccano mio figlio".

Quando Sersi, l'eterna, raggiunge la Williams Innovations, rimane basita. Il suo compagno di squadra sta pestando a morte una donna, con pugni carichi d'odio e di energia ionica.
Le basta un secondo per affacciarsi nelle loro menti e capire la drammatica situazione.
"Wonder Man, fermo!" urla con la voce e con la mente, avendo l'effetto di fermarlo per un istante. "La donna è sotto un condizionamento mentale! Allontanati e lascia fare a me!"
Difficile dire dall'esterno se sia solo il suono di quelle parole a convincere Simon a farsi indietro o se l'eterna abbia dato fondo ai suoi poteri psichici; fatto sta il Vendicatore arretra, ansimando, e la sua alleata può inginocchiarsi sul corpo riverso e tumefatto di Jessica Drew. Il suo potere di manipolazione della materia e la telepatia lavorano di pari passo, per guarirne le micidiali ferite e per annullare il lavaggio del cervello.
"Fisicamente si riprenderà.... ma mi è molto difficile vincere del tutto ciò che l'ha indotta ad attaccarti. C'è qualcosa di più oscuro sotto" lamenta.
A conferma delle sue parole, un'ombra li ricopre. E' la cappa del Dottor Strange che sta planando nell'edificio, sul luogo della battaglia.
"La festa è già finita" lo accoglie con durezza Wonder Man, dallo sguardo torvo.
"Strange, che cosa ci fai qui? Hai sentito l'eco della battaglia?"
"No, Eterna, ho avvertito forze malvagie all'opera, anche se ora come ora la loro intensità è fievole" li mette al corrente, mentre si guarda intorno con gli occhi fessurati.
"Dottore, la Donna Ragno potrebbe essere sotto un controllo mentale magico, riesco a combatterlo solo fino a un certo punto".
"Esatto, è lei la fiamma che mi ha attratto come fossi una falena" annuisce Strange e si china accanto alle due donne.
Descrive segni arcani sulla sua fronte e bisbiglia incantesimi inudibili per qualche secondo
, finché Jessica Drew riapre gli occhi.
"Che... che cosa...?"
"Donna Ragno, sei a New York. Sono Stephen. Sei stata vittima di un incantesimo che ti ha privato della tua volontà. Ricordi qualcosa?"
"Uh? No... io... ero a Madripoor, avevo riottenuto le mie scariche velenose, e poi... il buio... Che è successo?"
"In qualche modo sei tornata in America e hai attaccato mio figlio", interviene Wonder Man, "non ripetevi altro che la tua missione era ucciderlo".
"Io? Per tutti...!" trasecola Jessica, rimettendosi in piedi "Non sapevo neanche avessi avuto un figlio! Strange, chi mi ha fatto questo?"
"Ho dei sospetti, ma non sono ancora riuscito a risalire al colpevole in modo inequivocabile" confessa l'ex mago supremo.
"Io sono... mortificata, a dir poco" scrolla la testa e guarda intorno il nido aziendale devastato  "Io... pagherò tutti i danni, ovviamente. Ora, veramente... ho bisogno di stare un po' in pace... Me lo consentite o avete intenzione di consegnarmi alla giustizia o cose simili?"
"No, Donna Ragno, abbiamo appurato che non eri in te" le poggia una mano sulla spalla Stephen.
"Sapessi quante ne abbiamo viste negli anni! Vorremmo solo assicurarci che tu stia bene" annuisce Sersi, mettendo a tacere con un pensiero Wonder Man, che avrebbe voluto ribattere sull'onda dell'emotività.
"Sì, io... devo solo fare una telefonata e decidere il da farsi"
"Certo, fa' pure quello che ti serve" le concede un improvvisamente magnanimo Simon Williams "Noi dovremo andare a caccia di chi ci ha fatto questo scherzo. Ti unirai a noi, vero?"
"Non prendetelo per il verso sbagliato, ma... chiunque sia stato a farmi questo, mi ha restituito i miei poteri e... in questo momento braccarlo mi sembrerebbe ingrato"
"Voleva far uccidere un bambino" le ricorda Wonder Man, con tono legittimo e inequivocabile. Scambia un'occhiata con gli altri, per cercare di capire se si tratti dei postumi del condizionamento.
I nervi di Jessica Drew cedono e, con discrezione, lacrime le riempiono gli occhi, ben coperti dalle lenti a specchio. La voce tradisce il suo smarrimento:
"Avete ragione, non... sono ancora del tutto lucida".
"Bene. Io devo assolutamente passare dallo Stark Memorial a vedere come stanno Charlie e un amico, ci vediamo al Quartier Generale?"

In un'altra dimensione...

"Maledizione, questo è un brutto segno" lamenta il nemico, prendendo coscienza dello sviluppo degli eventi. La sua vendetta non è stata consumata. "Ma non demordo... l'ultima mossa, con la mia ultima pedina, metterà tutto al proprio posto".

Base dei Vendicatori.
Il quartier generale degli Eroi più Potenti della Terra è ancora semideserto, quando il capannello di eroi vi si riorganizza..
La Donna Ragno ne approfitta per fare la telefonata di cui aveva bisogno. Jarvis le ha portato subito un cordless su un vassoio.
Non è il genere di eroina abituata a questi lussi o anche solo al gioco di squadra.
"Lindsay? Sono io..."
"Dove sei?!" grida la donna, all'altro capo della linea.
"A New York. E' una lunga storia, io... ho riottenuto i miei poteri."
"L'avevo intuito. Stai bene?! Non sapevo dove andare a cercarti..." piagnucola la McCabe.
"Io non torno a Madripoor adesso. Devo sistemare delle questioni qui con i Vendicatori..."
"Accidenti, roba grossa. Ti fai sentire appena finisci?"
"Certo. A dopo"
Scarlet e gli altri sono ancora impegnati nella loro missione e, in merito, si sta decidendo il da farsi. Jessica sente Wonder Man dire:
"Finché non ne veniamo a capo non voglio far preoccupare Wanda, vorrei raccontarle tutto a tempesta cessata"
"Non sono d'accordo, ma sei tu il padre", fa spallucce Sersi.
"Come sta Charles?" si interessa Jessica, pur con un certo imbarazzo.
"Bene, grazie. Ora è al sicuro" sorride il padre del bambino. "Vorrei stargli accanto, ma è più importante stanare chi lo voleva morto".
"So che voi Vendicatori avete un numero incalcolabile di nemici, ma ti sovviene qualcuno che possa avercela in particolare con te?" indaga Strange, nella speranza di ricevere conferme alle sue ipotesi.
"Uhm... sì, ci stavo pensando da un po', ma... dovrebbe essere imprigionato ad Olympia. Giusto, Sersi? ...Sersi?"
"Sto chiedendo conferma" porta le mani alle tempie, per rendere lampante l'uso della telepatia. Il suo volto improvvisamente trasfigura in una maschera di orrore: "Per Zuras... devo tornare a casa!"
"Che succede?" interviene la Donna Ragno.
"C'è una crisi... Sprite è posseduto dalla Corona del Serpente!"
"La Corona....? Questo è sempre più sospetto!" dice Simon Williams.
"Mai creduto alle coincidenze. Ormai è chiaro chi c'è dietro" sentenzia il Dottor Strange.

Olympia.
Nessuno riesce a fermare Sprite, né ci sta provando.
Con il potere dell'antico artefatto, l'Eterno piega facilmente anche la volontà dei propri simili, grazie anche al fatto che sottovalutano la stravaganza che si stia addentrando nelle carceri della città con quel bizzarro copricapo.
"Apri questa porta" ordina a un secondino, di fronte alla cella più isolata e blindata di tutta la prigione.
L'uomo non batte ciglio nell'eseguire il comando, come se non stesse rischiando di liberare uno dei peggiori nemici del suo popolo.
Nell'ombra dell'anfratto, Sprite riconosce il corpo esanime, privo di un braccio, di un Deviante.
E adesso riconosce la sua voce, nella sua testa.
"Bravo ragazzo" si congratula "Ora fammi indossare la Corona".
L'Eterno si sfila l'oggetto dalla fronte.
Il distacco lo fa tentennare per un attimo, come se un barlume di lucidità stesse illuminando la sua mente offuscata.
Il diadema sacro a Set, purtroppo, agisce anche a breve distanza, soprattutto se in contatto con la sua vittima.
Quando viene sistemato intorno al capo del deviante dormiente, tre corone evanescenti appaiono intorno, disposte a triangolo.
In un secondo, convergono tutte nella quarta, che diventa più grande e vivida.
Ghaur riapre gli occhi di scatto e si erge con la stessa rapidità.
"Sì, sì!!!" esulta, guardando l'unica mano che gli rimane per ora.
Il piano ha funzionato. La sua anima si è ricongiunta al suo involucro fisico.
Solo a questo punto Sprite riassume completa coscienza di sé.
"Che Arishem mi punisca! Che cosa ho fatto?!"
"L'errore più grosso della vostra storia" ribatte Ghaur, mentre le sue dita emettono un lampo mistico verde, che scaraventa il biondo ragazzo all'esterno della cella, agli antipodi del cunicolo.
Incedendo verso l'uscita, il sacerdote di Set schiocca le dita per aprire le altre celle e liberare altri nemici degli Eterni. Nel frattempo, in un modo non adatto a stomaci deboli, il suo braccio sta ricrescendo dalla sua spalla, come una verdognola coda di lucertola.
"Sssì, sì" sibila, tra sé e sé, compiaciuto di riottenere l'arto perduto grazie al potere del dio-rettile.
"Non la passerai liscia" minaccia Sprite, rialzandosi con gli occhi lucidi. Sta cercando di utilizzare le sue facoltà innate per fermarlo, ma non sortisce alcun effetto.
"Non farmi ridere, sbarbatello" se ne libera Ghaur, con un calcio in faccia che, potenziato dalla magia di Set, riesce a rendere incosciente l'Eterno. "Signori, seguitemi" sbraita alle sue spalle, a un nugolo di criminali che sta varcando la soglia della prigione al suo seguito, "Abbiamo una città da conquistare!".

"Non andrai da nessuna parte finché i Difensori avranno respiro!" urla con autorevolezza la voce del Dottor Strange, che plana verso il selciato di Olympia.
Con la stessa grazia, atterrano Wonder Man, Sersi e la Donna Ragno.

CONTINUA...

Note dell'Autore: Dopo un pubblico appello e lunghe meditazioni, ho deciso di riprendere le redini di questa saga interrotta, che coinvolgendo un artefatto importante dell'universo Marvel e una caterva di personaggi meritava una qualche conclusione. Ringrazio Eriugena per l'apporto indispensabile nella ricostruzione della trama e nella stesura della prima parte, nonché tutti coloro che hanno supervisionato la storia e/o che hanno prestato i propri personaggi: Carlo Monni, Fabio Furlanetto (per i Vendicatori e per il Dottor Strange), Mr. T e Andrea (per gli Eterni).
A scanso di equivoci,
ciò che state leggendo ormai si svolge nel passato recente di Marvel IT: infatti, nel frattempo, il Dottor Strange è tornato a essere il Mago Supremo (uhm, dietro le quinte di Dottor Strange #1, o se preferite sul mai pubblicato Strange #11) e la Donna Ragno si è già trasferita a San Francisco (vedi Il Ragno Rosso #9) e, non a caso, è coinvolta in una saga che si conclude adesso su L'Uomo Ragno - una trilogia, dal #73 al #75 - in cui la guerra tra Set e i suoi nemici ha un certo ruolo. (Pubblicità *non* occulta!).
Per maggiori dettagli e chiarimenti su Ghaur, aspettate fino al prossimo, conclusivo capitolo della saga.
Prendete questo numero come un omaggio a una storia come Marvel Team-Up #116 di J. M. DeMatteis, in cui una posseduta Valchiria braccava e malmenava il povero Uomo Ragno, salvato poi dall'intervento di Thor.



[1] Un riassunto della saga "Il Fardello dell’Uomo Eterno" sui numeri 71/73 di Vendicatori di Carlo Monni e Fabio Furlanetto.